fondamentalmente sto cercando di tenermi alla larga da livejournal e da carta e penna perché non farei altro che lamentarmi. sono una specie di bomba a orologeria pronta a esplodere da un momento all'altro. ultimamente non faccio altro che covare rancore, provare disgusto per persone e animali (soprattutto quelli in pericolo) e pensare ai soldi. ah no, dimenticavo, sto sviluppando l'arte dell'ipocrisia a dei livelli esagerati, perché non faccio altro che sorridere e fare le migliori battute degli ultimi vent'anni. ho mal di denti da tre mesi e non avendo i soldi per curarli devo aspettare l'appuntamento che la sanità mi ha dato per natale. e qualcuno attirato dal mio fantastico karma del momento ha ben pensato di spaccarmi il vetro della macchina che indovina un po' non ho i soldi per far riparare. ma quello che mi rende veramente una super-frescona è che questa povertà esagerata in fondo mi imbarazza e quindi continuo sorridente a spendere soldi, ovviamente non miei, e ho un debito che se non fossero familiari ma strozzini sarei già morta. fondamentalmente cercavo di astenermi dal dire che mi stupisco ogni giorno di quello che sono diventata mentre facevo finta di essere forte.
inventatemi un modo nuovo per dire grazie, un modo che non conosco, che sia sottile come una lacrima sopra un sorriso, così che io possa usarlo per ringraziare, senza imbarazzare né sembrare un falso, ché io so solo dire grazie, e grazie, e grazie
metti che lanci un sasso nell'acqua. metti che dietro questa mossa neanche lo sai ma cerchi di smuovere l'acqua, che non vuoi che stia ferma. ovvio. metti che sai che tutto quello che c'è intorno non sei tu. e un sasso è un sasso non c'hai messo il nome sopra (al limite ci disegni una faccia) ma all'improvviso nell'acqua e fuori tutto si muove in modo sempre più largo e tu non sei quello che c'è intorno ma il movimento sei tu, insomma. oppure no. e metti che la bellezza del movimento la fotografi e sembri che si muova ancora di più.
ecco incontri qualcuno. incontri qualcuno che hai già incontrato che sembrava qualcun'altro che avevi già incontrato. poi vedi che quel qualcuno è tanta gente, poi è una molgolfiera (o è solo lo specchio?) e poi è il tuo passato nel film delle memorie di qualcun'altro. azz.
e poco dopo rivedi qualcuno che vuole uccidere quello che nomini solo perché fa ridere dirlo. e ovviamente perché il tuo animale ti porta sempre in omaggio un morto, ma con affetto.
ecco allora la testa si sdoppia, il cuore va in crisi per una felicità che è mancanza. ed è subito musica. ed è musica per la prima volta.
se io fossi il tuo amico australiano ti manderei pezzi di nuvole, un gatto che dorme con la pelle d'oca, un sasso dell'everest e un'intera tavolozza di parole
" Un ragazzo come tanti. Il cane Rommel, la Bmw sempre tirata a lucido, la vita all’aria aperta per mare e per boschi."
Scegliere uno dei seguenti temi da svolgere come compito per casa: 1. Qual è il linguaggio adottato dall'autore? Ci sono elementi dialettali o di lingue straniere? C'è una sintassi particolare? Il registro è colloquiale, o tecnico-scientifico? Lo stile è giornalistico? Qualche personaggio si esprime in un modo diverso rispetto agli altri? 2. Quali sono gli argomenti su cui fa riflettere il testo. Su questi temi viene presa una sola posizione, o sono presenti varie idee, a seconda del pensiero dei vari personaggi? In che senso il testo letto può risultare ancora attuale? Come, invece, rappresenta la mentalità o il modo di vedere le cose dell'epoca in cui è stato scritto? 3. Perché questo testo ti è piaciuto, oppure no? Esprimi liberamente un tuo giudizio, che (forse) non influirà nella valutazione.
Perfetto. Come dice "L'eleganza del riccio", i nuovi intellettuali mischiano generi alti e bassi (dice anche "bella scoperta" e, tra le righe, "bella minchiata"). Perfetto, perché come dice "In her shoes", la poesia ha bisogno di riflessione (guarda un po', non piace ai pigri di mente). E già tutto ciò è figo, perché dopo sta minchiata posso farmi la maglietta "NOVYJ INTELLIGENT".
Dunque. Io e la natura. Brivido caldo, disgustoso piacere, vacanza di lavoro, e tutti gli ossimori che potete trovare su google (giuro, primi tre risultati). o forse solo una curiosa indifferenza (tiè, caro google) verso le cose che volano, camminano, strisciano, nuotano. Razza umana inclusa.
Cosa direbbe uno psicologo, uno bravo, o uno alla Wooody Allen, della ragazza cresciuta nei palazzi di periferia che amava gli scrittori che collezionavano licheni e insetti?
l'estate con l'odore sacro del caldo mentre non sei più mio e quella tua, o vostra o nostra non ricordo, quella tua esagerata stupidera che avvolgerà per sempre l'europa dell'est e la compagnia che mi fa quest'estate il ricordo che è forza di vivere e sperare e quel brivido che tutte le volte accompagna la tua voce come una gran sberla il profumo dell'autunno è il profumo dellla scuola e dei corpi nascosti le foglie che cadono sul campo da calcio nel 1990 e tu che ridi e scherzi con l'acqua della fontana forse solo per farmi scoprire lì per lì che cosa vuol dire farti una fotografia e un inverno futuro nel passato in cui scende la neve che invece di nascondere la vergogna fa brillare la donna che mi sta davanti e le mille primavere in cui ci riflettiamo nelle vetrine che sembrano quadri astratti e altre in cui mi sostieni davanti a un caffè come quelle vecchie coppie di amici sulle panchine del parco del 1990
il ventilatore riflesso nello specchio dietro il bancone del bar, la luce che filtra dalle tapparelle che filtrano il caldo, la sensazione di non dover lavorare troppo velocemente, un sorriso dopo una birra fresca, la tv dei vicini che hanno la finestra aperta, i polpacci del mio uomo sotto ai pantaloni corti, il ricordo dei pantaloni corti dei miei compagni di liceo, i film tv genere ninja-karate al sabato pomeriggio, l'aria condizionata del treno suburbano. e il ricordo di uno sguardo d'agosto. è estate, per dio.
io odio la morte. la odio da morire. arriva inaspettata come il finale di un buon film, però ha conseguenze per più tempo. per quello io ho deciso di incularla. io me la aspetto continuamente. beh, non vado in giro in lutto per la mia esistenza, non mi dispero. semplicemente io non credevo che sarei arrivata fino qui e ogni sera mi dico "che culo che c'ho".
io ho avuto ben tre nonne. da poco ho perso l'ultima e l'unica cosa che ho pensato, mentre gli altri erano tristi, è stata: "spero tanto tu abbia avuto una vita bella come la mia". ora mi rendo conto che c'era una quarta nonna, la nonna-suocera, e mentre probabilmente in questo momento se ne va penso: "ma che bello essere stati qui, quanto bene che c'è stato".
ti ho inculata. sei diventata il momento, seppur malinconico, del dolcissimo ricordo.
se insegnare già non è facile, e non mi è facile proprio per un cippolo insegnare una lingua non mia, si aggiunge oggi una proposta indecente: insegnare l'inglese a mia mamma. Che poi fa molto ridere che mi paghi visto che le devo un bilione di euri. Lezione tipo: Teacher: (che poi sarei io)- Mom, please repeat: "II'mmm your mooootheeer" Mom: - Yes, teacher (che poi sarei sempre io) "IIII'm yoooour moootheeer" Aiuto aiuto aiuto
oggi va peggio del solito. se allungo la mano mi sembra di poter accarezzare la follia. mi faccio una grassa risata perché è una cosa nuova, forse non so come affrontarla e allora ci rido sopra. sono la saggia zia di me stessa e mi guardo dall'esterno con un sorriso a metà tra il tenero e il pietoso. è carnevale. oggi ho invidiato i morti altrui, ah ah ah, ho invidiato i morti dei personaggi dei libri. è una vita che mi manchi. il ricordo che rende unico, il capro espiatorio del dolore. la sicurezza che è stato dio e che la colpa non è solo mia, oggi ho sperato di imbruttirmi. ho sperato di puzzare di marcio, di ingrassare venti chili. voglio essere un ostaggio, un derelitto. voglio il mantello di harry potter al rovescio, ho pensato che se mi riempio di birra magari non sono più un bicchiere trasparente. cade il muro, e su! ecco un muro più alto. basta chiedermi per favore e io su, costruisco con la mia cazzuola. che brava sono io, lo faccio per voi. così non sarete costretti a guardare sto viso deformato il cui pus puzza un po' di mediocrità.
Feb. 21st, 2009 12:20 am
credo di aver perso la speranza nel genere umano. completamente.
non credo più in voi, mi dispiace. e non mi importa dei vostri ideali visto che per me siete solo un puntino nell'universo. siamo uno stato che picchia onesti lavoratori solo perché stranieri. e cavoli, come facciamo adesso che non sono extra-comunitari, non sono più come gli svizzeri o gli statunitensi? siamo uno stato dove solo Fini (!!!) mi dice di avere rispetto per le culture diverse. siamo in uno stato dove ho amici fuggiti da paesi in cui ti uccidono per strada col macete, o amici tanto fortunati da aver vissuto in paesi dove non ti tagliano il clitoride (e arrivano in un paese dove si discute sull'articolo del clitoride, la o il?), ma dove non hai diritto di parola. siamo in uno stato, uno stato di cose, in cui miei contatti di facebook dopo la comunione in chiesa augurano la morte, o no, la morte no, magari un po' di tortura, a persone che non conoscono, a persone innocenti.
sono una persona che mangia carne, che delega persone per sventrare animali solo per mangiarli, ma a me, voi, fate solo vomitare, stronzi. non siete degni neanche di far parte del ciclo della natura.
Ho deciso di darmi all'opera omnia di Stephen King. Guardando l'elenco su wikipedia (e per ora son solo i romanzi, escluso il ciclo della luna torre nera) mi vien male, ci vorrà una vita o due, ma lo so che posso farcela (probabilmente barando e vedendo i film, come a scuola)
* Carrie (Carrie), (1974)
* Le notti di Salem (Salem's Lot), (1975)
* Ossessione (Rage), (1977), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* Shining (The Shining), (1977), originariamente Una splendida festa di morte
* L'ombra dello scorpione (The Stand), (1978)
* La lunga marcia (The Long Walk), (1979), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* La zona morta (The Dead Zone), (1979)
* L'incendiaria (Firestarter), (1980)
* Uscita per l'inferno (Roadwork), (1981), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* Cujo (Cujo), (1981)
* L'uomo in fuga (The Running Man), (1982), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* The Plant - Part I (1982)
* Pet Sematary (Pet Sematary), (1982)
* Christine - la macchina infernale (Christine), (1983)
* The Plant - Part II (1983)
* Il talismano (The Talisman), (1984) - scritto con Peter Straub
* L'occhio del male (Thinner), (1984), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* Unico indizio la luna piena (Silver Bullet), (1985)
* The Plant - Part III (1985)
* It (It), (1986)
* Gli occhi del drago (The Eyes of the Dragon), (1986)
* Misery (Misery), (1987),
* Le creature del buio (The Tommyknockers), (1987)
* La metà oscura (The Dark Half), (1989)
* L'ombra dello scorpione - edizione completa (The Stand), (1990)
* Cose preziose (Needful Things), (1991)
* Il gioco di Gerald (Gerald's Game), (1992)
* Dolores Claiborne (Dolores Claiborne), (1992)
* Insomnia (Insomnia), (1994)
* Rose Madder (Rose Madder), (1995)
* Desperation (Desperation), (1996)
* I vendicatori (The Regulators), (1996), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* Il miglio verde (The Green Mile), (1996)
* Mucchio d'ossa (Bag of Bones), (1998)
* La bambina che amava Tom Gordon (The Girl Who Loved Tom Gordon), (1999)
* Cuori in Atlantide (Hearts in Atlantis), (1999)
* La tempesta del secolo (Storm of the Century), (1999)
* L'acchiappasogni (Dreamcatcher), (2001)
* Riding the Bullet - Passaggio per il nulla (Riding the Bullet), (2001), racconto venduto in formato multimediale e cartaceo
* La casa del buio - meglio conosciuto come "Il talismano 2: La casa del buio" (The Talisman 2: Black House), (2001), scritto con Peter Straub
* Buick 8 (From a Buick 8), (2002)
* Colorado Kid (The Colorado Kid), (2005)
* Cell (Cell), (2006)
* La storia di Lisey (Lisey's Story), (2006)
* Blaze (Blaze), (2007), sotto lo pseudonimo Richard Bachman
* Duma Key (Duma Key), (2008)
* Under the Dome (pubblicazione Americana prevista per Autunno 2009)
l'inutile premessa è che io vivo nel caos. le ho provate tutte, ma niente tranne un ospite nuovo mi spinge a mettere in ordine la casa. al terzo invito già mi svelo nel mio disordine. ho già provato a cercarne la ragione filo-psicologica, ma non è cambiato nulla. a sto punto provo a mettere tutto bianco su nero (si fa per dire, dipende da dove mi leggete), se non mi fa chiarezza nella mente, magari qualcuno meno pigro di me si applica e gli cambia la vita. facciamo il succo di tutto quello che ho appreso negli ultimi anni (e che non ho messo in pratica, ovviamente). partiamo per prima cosa di un libro di cui tempo fa parlava bruko: "Detto, fatto! L'arte dell'efficienza", di David Allen. il libro è veramente utilissimo, anche se per due terzi fa la cosa che più odio: cercare di convincerti che ha ragione, di fidarti, che questo gli ha scritto che grazie la sua vita è cambiata. cazzo, l'ho comprato il libro. non devi più convincermi. è il motivo per cui non sono riuscita a smettere di fumare col metodo "Easy way" (ma non demordo): non farmi il lavaggio del cervello dicendomi che devo provare, io provo, poi se funziona te lo dico. il libro però è pieno di frasi da scriversi sul cuscino, veramente. le ho sottolineate e spesso ci torno. mi piace automotivarmi. continuiamo con "How to Organize (Just About) Everything" di Peter Walsh, un etto di "Casalingo e Contento" di Diolaiuti (appunto), un pizzico di Sistema Toyota, di cui non cito l'editore per problemi personali. mescoliamo, cuociamo a fuoco lento ed ecco qua.
punto uno, la fregatura: a me piace da morire fare elenchi e liste e prendere appunti e così via. quello che non amo è alzare il culo da sta sedia e fare cose che potrebbero fare altri al posto mio. ed è qui che sbaglio totalmente. una volta partito il sistema, se è ben fatto, si dovrebbe, come per il cane di pavlov, andare avanti per inerzia. mah. certo è che il suggerimento migliore è anche l'unico possibile: se le cose sono dove il nostro cervello crede che siano, le troveremo subito, e quindi non esiste un metodo esatto, ma il metodo più facile è quello più ovvio per chi lo usa. ari-mah.
punto due. la cosa più facile di tutto, la parte in cui non ci sono assolutamente problemi: lamentarsi di tutto. che bello. lamentiamoci. bisogna andare in giro come vecchiette sull'ATM nei giorni di neve e lamentarsi di tutto. soprattutto di noi stessi, senza pietà. - quest'armadio fa schifo! - il mio spagnolo è indecente! - le icone sul desktop sono troppe! lo chiamano brainstorming, io lo chiamo lamentarsi: fare un giro per la casa, per l'ufficio, per il computer (ma soprattutto per la propria vita) e come fosse la roba del nostro peggior nemico trovarne i difetti. trovare il problema. vedere dove si può migliorare, cosa c'è da buttare, da comprare, da imparare.
punto tre. bello pure lui. sedersi a tavolino con un bel quaderno nuovo. evviva! finora sono bravissima! David Allen dà un elenco di possibili pensieri che tormentano la notte. io l'ho copiato, stampato e me lo porto sempre appresso, per i momenti di panico. la sua idea è che se quello che hai in testa finisce sul foglio, non ti sveglierai la notte pensando di avere dimenticato qualcosa (e io lo so, oh come, se lo so!). il suo suggerimento è una cartelletta per ogni dato. io dico che basta il quaderno. facile: scorro la lista e le 2 cose che credevo di dover fare diventano 80. però son tutte sul foglio, o sull'agenda, o nel cestino. 1. ROBE DI LAVORO. suddivise in: progetti iniziati ma non finiti, progetti da iniziare, impegni presi con capo/soci/colleghi, pianificazione attività future, possibilità di aggiornamento e formazione e.. guardaroba professionale. sì, vorrei tanto non sembrare la barbona che sono, mentre lavoro. 2. ROBE MIE. anche qui: progetti iniziati e mai finiti e progetti da iniziare. ma anche: impegni presi con mariti/fidanzati/famiglia/amici/vicini e cose date/prese in prestito, comunicazioni da dare/ricevere, organizzazione dei prossimi eventi (che nel mio caso si limita a qualche compleanno e ad un'occhiata a facebook), amministrazione della casa (ahia, le bollette), dell'auto, della propria salute (tipo: quand'è l'ultima volta che ho visto un dentista?), e tutte le cose che vorrei fare, film da vedere, libri da leggere e quel che vi pare.
punto quattro. come è possibile fare tutte le cose della lista? Sempre il nostro David Allen suggerisce uno schema, che io ho modificato perché per il mio cervello limitato è già troppo complesso. ma fin qui funziona - arriva un dato, un'informazione, un maledetto IMPEGNO: la domanda è: SI PUO' FARE ORA? - risposta: NO (= non c'ho voglia, devo vedere Paso Adelante). allora è possibile: ---> buttarlo (se, magari) ---> destinarlo a una data precisa e segnarlo sull'agenda ---> metterlo sul quaderno nella lista tra le cose da fare prima o poi (detta anche "non muore nessuno se rimando all'anno prossimo" - risposta: SI (= non c'ho voglia ma non c'ho un c***o da fare/non c'ho voglia ma se non lo faccio qualcuno morirà) - se la risposta è sì, tocca porsi un'altra domanda: RICHIEDE PIU' DI DUE MINUTI? ---> non richiede più di due minuti ---> FALLO! (uff!) ---> richiede più di due minuti: abbiamo ampie possibilità per scamparla. 1. DELEGARE (figo!!! ma ho scoperto che bisogna delegare in modo preciso. non basta dire "amore, compili quel modulo?". bisogna dettare il modulo, dare una data di scadenza entro la quale si farà una scenata isterica - ari-uff! sono troppo pigra per le scenate isteriche - ed eventualmente prendere gli appuntamenti per il delegato. alla fine chi fa da sé ci mette meno pazienza) 2. METTERE IN AGENDA 3. PROGRAMMARE NEI DETTAGLI PER FARLO IN FUTURO (questo più o meno è il mio motto)
punto cinque: io sono proprio tarda. anzi no, miscredente, se non vedo non credo. anche sulle ricette, se non c'è il disegno io non ci riesco. grazie a dio su youtube è pieno di video del genere "Organize your...". è che mi convinco che se quel ciccione pelato ha un armadio organizzato, posso farcela anch'io. e infatti. ieri ho ordinato i vestiti nell'armadio per colore. io. sì, io. stamattina son riuscita a vestirmi coordinata. vestita male, ma coordinata. è ho scoperto riordinando le bollette in semplici cartellette che per i prossimi mesi tocca a qualcun altro pagarle.
punto sei: e qui casca l'asino, cioè io. una volta che tutto è organizzato alla perfezione, avanzano 6 scatoloni (per stanza) di roba (vestiti, fogli, cartoline, scarpe, pennarelli, portachiavi, lettere d'amore delle elementari) vecchia, inutile, inutilizzata o mai usata. quella roba va buttata. io ho nascosto tutto sotto il letto.
punto ultimo. facciamo il punto. funziona? no. perché c'è un gene nel dna, un baco nel cervello, che il lunedì ti dice che non è necessario togliere le carte dal tavolo tanto le userai martedì e te lo dice fino a quando il sabato non morirai seppellito dai fogli. però ora ho: - una lista della spesa pronta sempre. peccato che dimentichiamo di leggerla - una lista dei mestieri da fare in casa giorno per giorno (e qui siete liberi di cappottarvi sulla sedia) - un armadio di vestiti fuori moda e di due taglie fa, ma ordinati per colore, gente, dal chiaro allo scuro - le scarpe ordinate per stagione e per altezza di tacco (tacco è quella cosa che una donna come me compra a bizzeffe ma non mette mai) - la roba di cartoleria super ordinata - degli svuota-tasche da svuotare - una lista infinita di cose da fare - una triste lista delle cose che vorrei fare e non farò mai - il letto sopraelevato a causa della roba che ho nascosto pur di non separarmene
io che son abituata solo al meglio vi dirò: facebook mi fa sempre più paura. livejournal, twitter, flickr, vimeo e vattelappesca erano solo un'isola felice, la vita fuori, però, fa cagare forte. amen
Per riprendermi dal fatto che hanno trasferito a Barcellona la mia studentessa preferita senza manco farmela salutare (quello dell'insegnante è un mestiere ingrato) mi sono fatta (fare) un regalo. Betty, detta anche Giusi e a volte "la testona", è la luce dei miei occhi, e ormai ha il testone consumato da quante volte l'ho già accarezzata. per non parlare del fatto che cadrà in pezzi presto perché ogni volta che passo le butto lì un 5. w il natale.
sono schifosamente piena d'amore. è una cosa che mi dà il vomito, tutto questo amore che mi esce dai pori. a te, che mi hai sorriso otto anni fa, io ti sogno la notte. a te, che mi rompi infinitamente l'anima tutti i giorni, sì, ti amo. livejournal, non posso vivere senza te. son persino gelosa del passaggio in automatico che ho messo io medesima su facebook, da quanto non ci posso vivere. e tu, che condividi il mio letto, sei la mia vita. se non fosse schifosamente imbarazzante passerei il tempo a baciare la tua cazzuta faccia, e potresti smetterla di farti la noiosa barba, moriremmo di fame prima che io smetta. birra e sigarette che mi ammazzate fegato e polmoni, maledetti, grazie di esistere quando vorrei mandarvi a cagare. frasi ovvie da un'amica che non sono necessarie, che benedizione!!! inventore dei telefilm, TI AMO DAVVERO. e silvio, anche, grazie, se no di che parliamo tutto il giorno, o se no la letizzetto sai che noia, e allora grazie vaticano, anche. divano klippan dell'ikea centoquarantanove euro che quest'anno costi ancora meno, grazie di essere ignifugo. cinismo, in tutto questo amore tu sei la mia salvezza! soldi che non guadagno, grazie dell'umiltà che mi insegnate. grandi sbagli del mio passato non solo.. mi avete imparato, ma siete la salvezza di questo nauseante presente perfetto (se non.. non avrei...) e voi gente che sembrate solo gente e poi vi svelate essere persone, deboli, fragili, dolci, riflessive, sofferenti ma sorridenti adorabili persone che state sia nel mio computer sia nella mia vita. io vi penso constantemente. tutti. stuzzicadenti sparsi per la casa ancora pieni di dna, siete i miei campioni! bucato infinito che non mi permette mai di vedere il fondo del cesto, quanto sei carino.. internet. oh, internet, che ti ho usato un tempo per sapere tutto della malattia di mia madre quanto per sapere quando comincia la quinta serie di lost quanto per sbirciare come un grande fratellino la vita altrui.. non ho parole. mestruo, che mi rendi vulnerabile ogni mese, ti amo per farmi donna, in potenziale almeno. e dio, se esisti ("qualcuno" mi ha detto: "non è possibile avere dubbi su questo"), forse dovrei dire maledetto anche a te, ma con simpatia, sempre, come ci siamo sempre parlati io e te, sempre senza peli sulla lingua, beh, grazie per farmi sempre e sempre e man mano che gli anni passano sempre di più farmi presente la caducità della vita, così so sempre e sempre e man mano che gli anni passano sempre di più so che oggi è sempre l'ultimo giorno e proprio oggi non posso permettremi di sbagliare, di amare meno, di impegnarmi meno, di non lottare, perché potrei andarmene prima di aver ritirato la raccomandata, prima di aver pagato il gas coi soldi che probabilmente non ho. grazie chandler di friends per il peggior film sui pirati con la peggior pettinatura, e grazie italia uno di esitere. grazie amica per avermi protetto dai tuoi guai e per aver comunque pensato che (e qui lo dico io "non è possibile avere dubbi su questo") quando vorrai parlarmene io non batterò ciglio perché tutto ciò che viene da te per me sarà la normalità. grazie madri che fate figli al posto mio, e me li fate sentire anche un po' miei, finché io non avrò il coraggio di provare. e grazie a te, che non volevi figli, e che un giorno avrai voglia di provare. con me. e a te che ti avevo rimosso fino alla tua ri-apparizione, ti amo. amica dell'infazia che viviamo di ricordi, ma quanto sei bona? per non parlare di te, poi, bella, unica mia invidia e passione, ma che ti amo già lo sai. e tu, con quella cazzo di faccia di plastica, che ti credi di essere l'unico al mondo con un pene, beh, a volte credo che tu abbia ragione. e voi che mi avete amato senza che mai me ne accorgessi finora? beh, imparerò ad amarvi, lo prometto. compattina che mi hai lasciato con un tonfo nel lavandino pieno d'acqua, ma quanto mi manchi! genitori e progenitori! datori di geni dal fianco largo e naso a punta e carattere paranoico e disordinato e seno abbondante!! che viviate per sempre!! paradiso per i miei antenati!!! e poi io. io. io, io, io. io, cazzo, nella mia testa l'unica protagonista del film. io e me con i bronci, i sorrisi, le lacrime agli occhi per i motivi più assurdi (ok, la volta che ho pianto per hello spank non vale, ma quella per i simpson con la cognata che fu sì, eh?), per le sigarette fumate in gioventù nella notte che credevo solo mia, per i baci rubati e meschini e teneri, per l'impegno solo quando lo volevo io, per quando volevate qualcosa ma non c'avevo voglia, per la mia enorme stima in me stessa che mi ha fatto credere di potermi vestire a caso senza ferire i vostri occhi, per la sfida che ho lanciato solo a chi aveva voglia di guardare (e ascoltare) bene. per chi mi ama NONOSTANTE. e chi da lontano. e chi PER SEMPRE, COME UN PATTO DI SANGUE NON TROPPO RIUSCITO. perché ho reso dolce la sopportazione a chi mi sta accanto. per quando non c'è verso di farmi cambiare idea. per quando dico arrivo subito ma lo sapete che per me c'è qualcosa per me di più importante. per quando difendo le cause perse, e dico che non capite un cazzo. per chi mi vede se non altro vera, per me che, se non altro, faccio quello che posso. e tutto questo amore, dico, per me è troppo. magari lo metto su e-bay.